BORGO PACE
LE ORIGINI
Borgo Pace trae le sue origini dal Castrum Abbatiae del Piano de l'Aiola situato alla sommità di un colle, poi Castel Bavia, ossia il castello del basso medioevo costruito a difesa dell'Abbazia di Lamoli, che aveva un altro castello a difesa sulla montagna del Passo di Bocca Trabaria. Del Castello di Bavia rimangono vestigia romaniche, gotiche e rinascimentali, poste al di sopra di una precedente villa romana, fornita di bagni riscaldati. Le popolazioni ben presto scesero verso il piano, sviluppando un secondo nucleo che prese il nome di Burgo Pacis, Borgo della pace, Borgo Pace.
IL PERIODO PONTIFICIO
Nel 1631, con l’estinzione della casa dei della Rovere, succeduta ai Montefeltro, il territorio della antica Massa Trabaria entrò a far parte dello Stato della Chiesa assieme alle altre terre e città del ducato di Urbino. Nel periodo pontifico avvenne l’istituzione del Comune di Borgo Pace che risale al 1827, in quella data Papa Leone XII scorporò dalla giurisdizione del Comune di Mercatello sul Metauro i territori dei "castelli" di Lamoli, Castel dei fabbri, Sompiano, Palazzo Mucci, Parchiule e Dese e li aggregò a quello di Borgo Pace facendo di questo centro il capoluogo della circostante area appenninica.
Il nuovo Comune continuò a far parte dello Stato della Chiesa fino alla formazione del Regno d’Italia.
LA TRAGEDIA DI BORGO PACE E LA LINEA GOTICA
Dal 15 al 28 agosto 1944 si consumò la tragedia di Borgo Pace. All'alba del 28 agosto 1944 l’antico paese, da tempo diventato caposaldo tedesco, fu interamente raso al suolo, questa non fu che la più disastrosa delle molte distruzioni provocate dalla guerra; qui infatti passava la Linea Gotica, per difenderla, l’esercito tedesco aveva distrutto le strade e i ponti allo scopo di interrompere le comunicazioni con l'Umbria, la Toscana e la Romagna con l’intento di rallentare l'avanzata degli alleati e favorire la ritirata delle sue truppe. Nel contempo i monti dell'Alpe della Luna, nei quali avevano trovato riparo molti giovani di tutta la provincia, furono teatro della lotta partigiana contro il nazifascismo. Borgo Pace è stata dichiarata "terra martire della guerra" ed "eroe", di sacrifici e di comprensione fraterna e sociale. Le case URRA costruite nel dopoguerra, dono del popolo americano, in parziale sostituzione di quelle distrutte, testimoniano la catastrofe bellica subita anche dalla nostra comunità e spiegano perché oggi il centro si presenta con una fisionomia moderna. Finita la guerra per commemorare la grande battaglia e i partigiani che in essa persero la vita, venne costruito all'ingresso della frazione di Parchiule il Monumento alla Resistenza.
FUNGHI E TARTUFI
Le passeggiate nei boschi di Borgo Pace sono impreziosite dalla presenza di una grande varietà di funghi, belli da vedere e, in molti casi, buoni da mangiare. Porcini, galletti, carpinelli (nome comune di Hydnum repandum), ovuli e tanti altri, crescono in vari periodi dell’anno, a seconda della specie. In autunno però la produzione di funghi aumenta, e soprattutto arriva il momento del fungo più ricercato: il tartufo. L’Alta Valle del Metauro, con i suoi terreni marnoso arenacei e le giuste condizioni ambientali, è uno dei pochi luoghi al mondo in cui cresce il Tuber magnatum pico, il tartufo bianco pregiato. Tra settembre e dicembre questo preziosissimo e strano fungo sotterraneo viene incessantemente ricercato da decine e decine di cani da tartufo, seguiti a ruota dai tartufai. Senza i permessi appositi, la raccolta dei funghi è vietata, si consiglia quindi di rivolgersi a guide naturalistiche abilitate per organizzare un’uscita in sicurezza, alla scoperta di questi deliziosi prodotti della terra.
LA FAVOLA DEI CARBONAI
Li chiamano “uomini in nero”, nessun timore però, si tratta degli ultimi carbonai della Massa Trabaria, che proprio a Borgo Pace lavorano ancora in modo tradizionale alla produzione di carbone e carbonella. Un'attività che sta scomparendo e che si tramanda solo grazie all'esperienza e alla saggezza dei vecchi carbonai: non esiste infatti una “ricetta” per fare il carbone né è previsto l'uso di strumenti tecnologici, soltanto l'esperienza personale e quella delle generazioni precedenti può far nascere da sotto le cotte fumanti il miglior prodotto. Il carbonaio è senz'altro un mestiere in via d'estinzione, ma grazie alla forte tradizione locale che ha portato alcuni giovani ad avvicinarsi a questo lavoro, ancora oggi è possibile vedere le grandi cataste di legna consumarsi pian piano sotto il caratteristico fumo.
BORGO PACE E I SUOI BORGHI: PALAZZO MUCCI
Nella lunga Valle dell’Auro, tra case rurali, mulini che sorgono lungo il torrente e quel che resta di borghi e torri, si trova, nella sinistra idrografica, Palazzo Mucci (o Palazzo dei Mucci, o di Muccio). Un nucleo rurale di case in pietra di origine medioevale che sorge su un rilievo a 619 m s.l.m. La storia di Palazzo Mucci, castello fortificato già dal XII secolo, è strettamente legata a quella degli otto vicini castelli medievali (primo fra tutti Castel dei Fabbri) che ebbero un destino tormentato: prima uniti sotto il vicariato di Lamoli, furono poi contesi dal Duca di Urbino, sotto la costante minaccia della famiglia Brancaleoni, ed infine riconquistati dalla Chiesa. A Palazzo Mucci si può ancora oggi ammirare il "Palazzo di Muccio" (Muccio fu capostipite dei conti Muccioli), un pregevole palazzo signorile del XVII secolo dove, nei primi anni del diciannovesimo secolo, fu ospite Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone. Degna di nota è la piccola chiesa dedicata a San Floriano, con il suo campanile a due campane, in fondo un abside semicilindrico, chiuso da un curioso tetto che lo seziona obliquamente, sopra e sotto la chiesa, una manciata di case. Oggi Palazzo Mucci conta meno di dieci abitanti ed è una meta ideale per un’esperienza in un tempo sospeso tra la storia lontana e un presente di relax e natura.
BORGO PACE E I SUOI BORGHI: PARCHIULE
Nella prima piana della valle dell’Auro, dove il torrente inizia a rilassarsi e distendersi, sorge il borgo di Parchiule, a 600 metri d'altezza. Incastonato alla perfezione nella natura che lo circonda, Parchiule è un ottimo esempio di antico agglomerato rurale perfettamente conservato: qui le case sono ancora secondo lo stile dell'Appennino centrale, rimaste intatte per secoli ed ancora oggi abitate come prime o seconde case. Gli altissimi camini, i tetti spioventi in lastre di pietra nera, le ripide scalinate e gli ampi muri, realizzati con conce di pietra locale sono i tratti distintivi di un'architettura semplice e funzionale che doveva servire le abitazioni di contadini e boscaioli dei secoli passati.
BORGO PACE E I SUOI BORGHI: ORATORIO DELLA COLUBRAIA
Se dal borgo di Figgiano si inizia a salire di quota, raggiungendo il crinale per la comoda strada bianca o per il sentiero che attraversa il bosco, si arriva vicino alle pietre che un tempo segnavano il confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio. Oggi quelle pietre dividono la regione Marche dalla Toscana e proprio qui, a 1000 metri di quota, poco lontano da una imponente croce di ferro, sorge l'Oratorio della Colubraia, una piccola chiesetta di confine. Talmente di confine che una commissione di deputati dello Stato Pontificio e del Dominio Toscano, riunitasi nel 1787, aveva stabilito che la chiesa era nello Stato Pontificio mentre la stanzetta contigua (oggi utilizzata come rifugio per gli escursionisti) apparteneva al Granducato.
BORGO PACE E I SUOI BORGHI: LAMOLI
Ultima roccaforte marchigiana prima di iniziare a salire i tornanti di Bocca Trabaria, Lamoli è un luogo di spiritualità dalle origini antichissime. Il piccolo borgo, che oggi conta meno di 100 abitanti nasce intorno all'Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo che i seguaci di San Benedetto fondarono nel 543, pochi anni dopo la morte del santo. Il suo nome deriva da Castrum Lamularum, come era chiamato in origine il terreno su cui è stato edificato il borgo, un insieme di piccole lame rocciose, tipico di questo versante di Appennino. Lamoli, sulle rive del torrente Meta, si trova su quelle che erano le piste battute dai commercianti nella rotta che univa Roma con Urbino e con le città della costa adriatica. L'Abbazia ebbe sempre un ruolo catalizzante nella storia dello sviluppo di Lamoli. La zona, al centro del commercio di pregiato legname da costruzione, fu prima nullius e poi feudo personale del Papa. Con il passare della storia Lamoli e i suoi possedimenti vennero accorpati al comune di Borgo Pace di cui oggi costituisce la principale frazione.
IL MUSEO "BORGHI E CULTURA"
Fin dal sesto secolo i monaci benedettini si distinsero come detentori del sapere erboristico. Lo studio e la coltivazione di piante officinali erano pratiche molto diffuse all'interno dei conventi e l’Abbazia di Lamoli non faceva eccezione. La Valle del Metauro allora era al centro di un florido commercio soprattutto legato alla tintura delle stoffe che si intreccia con la storia di tutto il territorio. Oggi il complesso dell’Abbazia di Lamoli ospita un museo interamente dedicato a questa importante parte del passato della vallata: il Museo dei Colori Naturali Delio Bischi. Un viaggio per ripercorrere la storia dei colori naturali e l'uso che l'uomo ne ha fatto nel corso dei secoli, dall'antichità fino ai primi anni del '900, quando arrivarono sul mercato i colori sintetici.
EVENTI: LA FESTA DELLA PATATA ROSSA
L’ultimo week-end di Agosto ormai da tempo si celebra una festa dedicata interamente al prodotto tipico di Borgo Pace: la Patata Rossa. La Festa della Patata Rossa, è un evento paesano genuino e di alta qualità, dov'è possibile assistere a convegni sulla patata, mostre, spettacoli di intrattenimento, mercatini dell’artigianato, ma anche escursioni guidate, degustazioni ed appuntamenti enogastronomici con sommelier e produttori. Non manca ovviamente la musica, soprattutto il liscio, in pieno rispetto della tradizione musicale di questi luoghi, e soprattutto non manca il buon cibo: gnocchi al sugo di anatra, patate fritte, carne al girarrosto e naturalmente il famoso Crostolo di Sompiano, un calzone ripieno di patate bollite, salsicce nostrane e mozzarella, cotto rigorosamente alla brace con carbonella locale.
EVENTI: LA SAGRA DELLA PANZANELLA
A cavallo del ferragosto c’è una tappa fissa per gli abitanti della zona, una Sagra con la s maiuscola, che dal 1968 non tradisce le aspettative di visitatori di ogni età e interesse.
È la Sagra della Panzanella di Lamoli. La panzanella è un piatto tipico della cucina contadina della Toscana, che infatti si trova a pochi chilometri da Lamoli. La panzanella è un piatto povero: il pane vecchio veniva bagnato e mescolato con le verdure che erano facilmente disponibili nell’orto. Nella zona di Borgo Pace, la panzanella era probabilmente consuetudine dei carbonai nel periodo estivo, che rimanendo nei boschi per diversi mesi lontani da casa a “cuocere” il carbone, utilizzavano il pane che le donne portavano nelle periodiche visite per far rifornimento. Il pane non consumato fresco, veniva quindi tagliato a fette e messo a mollo nell’acqua, si aggiungeva un po’ di aceto, qualche pezzo di pomodoro, cipolla e sale ed ecco pronta la panzanella. Per celebrare questa storia di e soprattutto il gustoso risultato della capacità di adattamento dei nostri avi, la Sagra della Panzanella ogni anno offre ai visitatori una serie di specialità gastronomiche caserecce, musica da ballo e giochi per bambini, nella località attrezzata di Campo della Fiera.
"LA FESTA DEL RITORNO" A BORGO PACE
In concomitanza con la tradizionale Festa della Patata Rossa di Sompiano, che si svolge tradizionalmente l’ultimo weekend di Agosto, il Comune di Borgo Pace celebra un evento tanto atteso quanto emozionante: la Festa del Ritorno alle Radici. Una giornata all’insegna della tradizione, della storia e delle delizie culinarie locali, nel segno della gioia dello stare tutti insieme, in cui Borgo Pace e la sua comunità accoglie il ritorno di tutti coloro, che hanno lasciato la loro terra alla volta di altre regioni o Paesi, per riscoprire le proprie origini.
LA PATATA ROSSA DI SOMPIANO
Il tesoro di Borgo Pace nasce sotto terra: è la patata rossa di Sompiano, tubero dai mille utilizzi in cucina che si distingue per la parte esterna che tende al colore rosso. La Patata Rossa è una qualità autoctona, coltivata e tutelata da una associazione di agricoltori locali. Per poter utilizzare la denominazione “Patata Rossa di Sompiano” è infatti necessario seguire un preciso disciplinare, niente è lasciato al caso, la coltivazione delle patate deve avvenire entro i confini del comune di Borgo Pace, deve essere curata senza l'ausilio di concimi chimici e pesticidi e la raccolta deve essere fatta a mano, senza l'utilizzo di macchinari. Una volta raccolte, le patate vanno poi lasciate riposare per circa 6 mesi in un luogo asciutto e buio, solo a quel punto saranno pronte per arrivare nelle cucine. Tutta questa attenzione si traduce in un prodotto con caratteristiche uniche: una particolare conformazione dell’amido a forma di chicco di riso, la caratteristica apertura come un fiore della buccia durante la cottura e infine un’ottima tenuta della cottura, qualità molto apprezzata in cucina.
LE FIORITURE DI BORGO PACE
I monti intorno a Borgo Pace sono particolari, non raggiungono grandi altitudini ma nonostante questo, per la loro conformazione e per la natura dei suoli, ospitano un ambiente decisamente montano, con boschi di faggi e cerri alternati a prati e pascoli. A Borgo Pace la primavera arriva con calma, le basse temperature e gli inverni rigidi fanno sì che la stagione del risveglio sia graduale, per poi esplodere poco prima dell’estate. In questo lungo periodo compreso tra febbraio e giugno, nel territorio di Borgo Pace, in particolare nei “prati alti” dell’Alpe della Luna e di Bocca Trabaria, va in scena uno spettacolo che si ripete ogni anno da secoli: la fioritura di migliaia di piante che colorano tutto il massiccio.
IL MOMENTO DEI FUNGHI E TARTUFI
Le passeggiate nei boschi di Borgo Pace sono impreziosite dalla presenza di una grande varietà di funghi, belli da vedere e, in molti casi, buoni da mangiare.
Porcini, galletti, carpinelli, ovuli e tanti altri, crescono in vari periodi dell’anno, a seconda della specie. In autunno però la produzione di funghi aumenta, e soprattutto arriva il momento del fungo più ricercato: il tartufo. L’Alta Valle del Metauro, con i suoi terreni marnoso arenacei e le giuste condizioni ambientali, è uno dei pochi luoghi al mondo in cui cresce il Tuber magnatum pico, il tartufo bianco pregiato. Tra settembre e dicembre questo preziosissimo e strano fungo sotterraneo viene incessantemente ricercato da decine e decine di cani da tartufo, seguiti a ruota dai tartufai. Senza i permessi appositi, la raccolta dei funghi è vietata, si consiglia quindi di rivolgersi a guide naturalistiche abilitate per organizzare un’uscita in sicurezza, alla scoperta di questi deliziosi prodotti della terra.