CANTIANO
Cantiano e` un piccolo borgo di origine medievale, ricco di storia, tradizioni (La Turba), ambienti naturali di notevole bellezza (Monte Catria e Bosco di Tecchie), paese del Pane e del Cavallo del Catria, insignito della Bandiera Arancione dal TCI.
LA STORIA
Alle pendici del Monte Catria, Cantiano sorge attorno alle due rocche: Colmatrano, sulla cui cima restano i ruderi di una torre militare, e Sant'Ubaldo, sede del Castello della famiglia Gabrielli di Gubbio. Nel corso dei secoli, l'abitato si estese come testimoniano le prospettive medievali di Via Fiorucci, la Piazza Luceoli, cuore del paese, sulla quale si affacciano il Palazzo Comunale con la Torre dell'Orologio, la Chiesa di San Nicolò, la Via IV Novembre, la Chiesa Collegiata di S. Giovanni Battista, che conserva preziose opere pittoriche, tra cui la Madonna del Cardellino della bottega del Pinturicchio e la Chiesa di S. Agostino.
COSA VEDERE
L'ex Convento agostiniano
Di antichissime origini, dal 1272 è convento agostiniano. L'edificio rivela ancora oggi la sua originaria struttura romanica esterna con la facciata ancora intatta, dove prevale il sapiente contrasto cromatico dei conci policromi disposti a fasce alternate. Il magnifico portale romanico presenta capitelli guarniti da bassorilievi fitomorfici stilizzati. La chiesa si presenta all'interno a navata unica. Sulle sue pareti si possono ammirare importanti dipinti ed affreschi tra cui senz'altro vanno citati e ricordati un affresco quattrocentesco che raffigura la Vergine con il Bambino tra santa Monica e san Nicola da Tolentino e che viene attribuito alla scuola di Gentile da Fabriano. Tra le altre opere d'arte scopriamo ancora un crocefisso ligneo quattrocentesco, una "Madonna della Cintura" del XVI secolo, attribuita ad Antonio Viviani detto "il Sordo" allievo del Barocci; una Concezione della Beata Vergine Maria di Giovanni Dionigi da Cagli datata 1535, una Pietà umbra del Cinquecento e un Cristo con Apostoli e Pie Donne della scuola di Virgilio Nucci da Gubbio (1547-1621). Nell'abside originaria sono ancora visibili tracce di un affresco che raffigura sant'Agostino e la Vergine del Soccorso, databile alla fine del Duecento.
Le sale dell'ex Convento agostiniano ospitano il Museo Geo-Territoriale e il Museo Archeologico e della Via Flaminia.
Il Bosco di Tecchie
La Riserva naturale generale orientata del Bosco di Tecchie è un’area protetta di circa 195 ettari, situata nel cuore delle Serre di Burano, una lunga catena montuosa composta da un doppio allineamento di rilievi che segna il confine tra le regioni Marche ed Umbria.
Chiesa Collegiata di S. Giovanni Battista
Iniziata nel 1615 ed abbellita, secondo l’aspetto attuale, nel 1725 su disegni dell’architetto Antonio Francesco Berardi da Cagli. All’interno una “Decollazione di S. Giovanni Battista” (Francesco Allegrini), “Vergine con Bambino e San Giovanni” detta “Madonna del Cardellino” ed attribuita a Eusebio di Giacomo detto Eusebio di San Giorgio, discepolo di scuola del Perugino o, secondo altri studi, direttamente a questo insieme al Pinturicchio. Oltre alla preziosa tavola, di pregio è il monumentale altare maggiore in marmo bianco e mandorlato rosa.
Chiesa di Sant'Agostino
Polo Museale di Cantiano
All'interno delle duecentesche sale del ex Convento agostiniano, con accesso dal chiostro della adiacente chiesa di Sant'Agostino, in un elegante ed accogliente allestimento, il Polo Museale di Cantiano offre al visitatore uno spazio dedicato al patrimonio storico romano del territorio di Cantiano: il Museo Archeologico G.C.Corsi e della Via Flaminia.
Di grande interesse, la Sezione Preromana: allo stato attuale dalle ricerche risultano estremamente limitati i dati sul popolamento umano, rappresentati da sporadici ritrovamenti di materiali attribuibili sia alla prima età del Ferro (900 – 580 a.C.) che alla fase arcaica del VI sec.
La Sezione Romana: il territorio di Cantiano, all’apertura nel 220 a.C. della strada consolare Flaminia, fu probabilmente interessato dallo stanziamento di coloni romani in fattorie sparse. In età imperiale, il tipo di insediamento abitativo è costituito da fattorie, talvolta anche di notevole estensione, con semplici ambienti ad uso abitativo, pavimenti in cotto o cocciopesto, separati da un quartiere con funzione marcatamente agricola. Questo almeno è quanto si può ricavare dalla tipologia dei reperti conservati nel Museo.
Spazio geopaleontologico e “UGO”
“Ugo” (Accoriichnus Natans) è un rettile adattato alla vita all' ambiente marino, vissuto probabilmente in età Medioliassica. Questo “dinosauro” fu ricostruito grazia al ritrovamento ed allo sue delle sue impronte fossili rinvenute casualmente in uno strato di roccia alle pendici del Monte Catria.
Polo museale S. Agostino - Museo della Turba
Lo spazio è custodia della memoria storica della Turba, ma anche contenitore di oggetti, costumi, documenti, immagini, video, musiche, scelte a riassumere il senso di comunità che la Turba racchiude. E’ stato pensato per consentire ai visitatori di entrare in contatto con una manifestazione coinvolgente e dal forte carattere emozionale. Un museo è definito come una "struttura permanente dove si custodiscono beni culturali per finalità di studio e di educazione
GLI EVENTI
La TURBA, il racconto di una Passione
È la rappresentazione che rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione di Cristo. Essa si svolge ogni anno la sera del Venerdì santo in vari luoghi del paese, culminando poi nella pizza principale.
Dal secolo di San Francesco, la Turba è una sacra rappresentazione che, ogni anno, rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione
di Cristo. Trae origine dai movimenti popolari di riforma religiosa che, partendo dall’Umbria, si diffusero intorno alla metà del sec. XIII nell’Italia centro-settentrionale. A Cantiano nacque la compagnia dei Battuti diventata, intorno alla metà del XV secolo e per volontà di San Bernardino da Siena, la Compagnia del Buon Gesù.
Quella che nacque come una processione di flagellanti, si arricchì nel corso del tempo di personaggi, di dialoghi e di azione, diventando una sfilata scenica che ancora oggi, per ricordare le antiche origini, viene chiamata “Turba”. La manifestazione, che innesta elementi teatrali di rara suggestione scenica sull’originaria processione di più di 250 personaggi in costume, trasforma l’intero nucleo abitativo storico del paese in un grande teatro all’aperto, fondendo la ricostruzione scenografica con gli elementi architettonici ed orografici.
Il rinnovamento più consistente risale agli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale ed è proseguito sino a tempi recenti. Nel 2018 è stata avviata la proposta di candidatura al Riconoscimento del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Nel 2019 è stato inaugurato un Museo che custodisce la memoria storica della Turba, ma che raccoglie oggetti, documenti visivi e sonori scelti a riassumere il senso di comunità che l’evento racchiude.
Per alcuni giorni il paese di Cantiano si trasforma. Nei pressi dei giardini pubblici viene allestito il Cenacolo, luogo deputato all’istituzione dell’Eucaristia, ma anche del tradimento e della cattura del Cristo. Nell’ampia Piazza Luceoli vengono innalzate le strutture che rappresentano il Tempio dei Sacerdoti, il Pretorio romano e la Reggia di Erode; essi sono il palcoscenico sul quale centinaia di persone fanno la loro comparsa e interpretano con devozione e popolare le scene del processo e della condanna. L’ultima scena, la salita al
Golgota, sfrutta al meglio la morfologia del territorio, in questo caso la collina sopra il paese con i ruderi della rocca medievale; qui avviene l’epilogo scandito da una processione di figuranti illuminata da centinaia di torce che rischiarano il buio della notte. L’annuncio della risurrezione e l’omaggio al Gesù morto da parte dei personaggi e dei fedeli che ad essi si sono aggiunti, all’interno della chiesa Collegiata, concludono la serata.
LA MOSTRA MERCATO DEL CAVALLO
Da decenni, la “Mostra mercato del cavallo” a cui è abbinata la "Rassegna Cavallo del Catria", si svolge ogni secondo week-end di ottobre e la domenica successiva. Delle tre giornate di manifestazione, la prima è una fiera zootecnica dedicata al settore equino. Le due domeniche successive sono invece giornate aperte al grande pubblico, con numerose esibizioni e spettacoli equestri di alto livello. In programma, uno spazio agroalimentare dedicato alle tipicità del territorio, tra cui la famosa polenta alla carbonara di Chiaserna.
TREKKING E NATURA
Tutto il massiccio del Monte Catria è la meta perfetta per il trekking con diversi gradi di difficoltà, per le escursioni naturalistiche, per la mountain bike e per il turismo equestre. Il Centro Ippico La Badia, promuove attività di addestramento, ma anche passeggiate a cavallo con guide specializzate.
Le Grotte del Monte Catria
Le grotte finora scoperte nel Gruppo del Monte Catria sono meno estese e più modeste di quelle ben più note del vicino Gruppo del Monte Nerone. Tra queste ci sono l’Abisso del Corno sopra Isola Fossara, l’Abisso Drenacrom sulle Balze degli Spicchi, la Grotta III dei Codalini, la Buca del Diavolo e la Buca della Giana. Tra queste spicca la Grotta della Valle dei Tre Pozzi, un’angusta condotta di 250 m con tratti allagati sul Monte Tenetra verso Cantiano. Le cavità conosciute del massiccio sono quasi tutte di scarsa estensione, e spesso difficili da localizzare e di arduo accesso, se non con un’adeguata attrezzatura speleologica. All'interno di queste cavità e nei loro dintorni vive un particolare anfibio: il geotritone italiano (Hidromantes italicus), una sorta di piccola salamandra di colore giallo-marrone, e dalle maculature e punteggiature molto variabili.
LE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE
Il Pane di Chiaserna
Il Pane di Chiaserna è un prodotto tipico regionale. L'ingrediente più importante è l'eccezionale qualità dell'acqua delle sorgenti del Monte Catria che, insieme al lungo processo di lievitazione naturale con impasto acido e privo di sale, additivi o conservanti, conferisce al prodotto caratteristiche peculiari di freschezza nel tempo. Da qualche anno un progetto di Filiera Corta del Pane di Chiaserna coinvolge diverse aziende agricole locali nella produzione di grano a km zero.
Amarena di Cantiano
Altra eccellenza tipica regionale, l'amarena di Cantiano, una composta di visciole conservate in sciroppo zuccherino, un prodotto che ebbe così tanto successo da diventare simbolo di raffinatezza gastronomica in tutta Italia.
Nel paniere delle eccellenze cantianesi, le carni bovine, equine e suine provenienti in gran parte da allevamenti allo stato brado e semi-brado, il tartufo presente nei diversi periodi dell'anno e la birra del Catria, con marchio "Birra Agricola Italiana".
DOVE MANGIARE
Ristorante Hosteria Tenetra
La Cantina Sociale – ristorante
Ristorante e Pizzeria Del Sole
La Locanda del Brolio – Albergo, Ristorante e Pizzeria
La Stazione di Posta Albergo, Ristorante, Pizzeria
Col d’Agello Agriturismo
Serendipity Boutique Country House
Ristorante e Pizzeria Il Cactus
Birrifugio del Catria
Bar – Ristorante – Impianto di Pesca Sportiva IL LAGHETTO
Maeve’s Pub
Antica Hosteria Pontedazzo – Bar
Pizzeria Forno a legna K2
Agriturismo FOGLIE
Pizzeria Il Mulinaccio
DOVE DORMIRE
La Badia B&B
Serendipity Boutique Country House
La Stazione di Posta Albergo, Ristorante, Pizzeria
La Locanda del Brolio – Albergo, Ristorante e Pizzeria
Col d’Agello Agriturismo
Birrifugio del Catria
Ca’ Paravento Bed&Breakfast – CountryHouse
Villa Antica – Appartamento turistico
Ca’ Lilli residence – 4 Appartamenti ammobiliati uso turistico
Valli Claudio – Appartamento ammobiliato uso turistico
Sentiero 54 B&B
Casa del Borgo – appartamenti vacanze
Agriturismo FOGLIE