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Cosa sapere su

FRONTINO

 

FRONTINO: LE ORIGINI

Frontino è per popolazione il più piccolo Comune della Provincia di Pesaro e Urbino, è l’Antico Castrum Frontini, forse di derivazione romana, è ricordato nel diploma di Ottone IV del 7 Ottobre 1209. Subì diverse vicessitudini nella sua storia. Nel 1305 divenne dominio dei Brancaleoni di Castel Durante e quindi dei Della Fagiola, poi nel 1355 restituito alla Santa Sede quando i Frontinesi giurarono fedeltà nelle mani del cardinale E. Albornoz. Nel 1440 apparteneva ad Antonio di Montefeltro e in seguito a Federico, Conte, poi Duca di Urbino. Nel 1522 il Castello, sotto la guida del Capitano Vandini, sostenne vittoriosamente l’assedio dei Fiorentini al comando di Giovanni Delle Bande Nere. Frontino rimase poi sempre fedele al Ducato dei Montefeltro. Il territorio del Comune si eleva da una quota di 500 a 1000 s.l.m..


COSA VEDERE: LA TORRE CIVICA


Frontino ha la sua Torre civica, sentinella del Capoluogo e del Palazzo comunale, più avanti il Torrione, a presidio delle mura castellane, ricorda il Medioevo e gli assalti dei potenti vicini, sempre respinti dai valorosi abitanti del Castello. L’epoca di costruzione risale al XIII° – XV° secolo. La torre civica- forse ex torre campanaria della vicina parrocchiale venne utilizzata come sede del pubblico orologio. Da rilevare il particolare artistico-architettonico del portale in arenaria. La torre, ricoperta da una vite americana, durante l’anno cambia spesso colore passando dal verde della primavera al rosso vivo di fine autunno è diventata meta obbligata per gli amanti del foliage.

COSA VEDERE: IL TORRIONE DI PONENTE

La torre di ponente, acquistata e ristrutturata dal Comune all’inizio degli anni ottanta, rappresenta l’ultima testimonianza della struttura difensiva del castello di Frontino. Attualmente ospita una mostra di Peducci con imprese, risalenti al XVI secolo, che un tempo decoravano il salone centrale di Palazzo Vandini. Ospita anche esposizioni e mostre ed è utilizzata dall’amministrazione comunale per la celebrazione dei matrimoni civili.


COSA VEDERE: CONVENTINO DI MONTEFIORENTINO

Il Convento di Montefiorentino risale per tradizione al suo fondatore San Francesco (1213). Una bolla papale del 1248 concede indulgenze ai fedeli, che contribuiscono al suo restauro. E’ uno dei Conventi più grandi delle Marche, con ampi spazi interni e oltre 10 ettari di terreno, adibiti a parco e area sportiva. La sua struttura, ubicata su un poggio ameno e suggestivo, circondato da verde, ha subito nei corsi dei secoli restauri e ampliamenti, specie nel 1600. Appartiene alla Chiesa di Montefiorentino il Polittico di Alvise Vivarini (1475), oggi esposto presso la Galleria Nazionale d’arte a Urbino.


COSA VEDERE: CAPELLA DEI CONTI OLIVA

La Cappella dei Conti Oliva, costruita nel 1484, per commissione del Conte Carlo Oliva, è il fiore all’occhiello del Comune di Frontino, meta obbligata dei cultori d’arte, è attribuita a Francesco De Simone Ferrucci da Fiesole. Entrando nella chiesa, appare sulla destra in una luce soffusa e colpisce per il suo linguaggio raffinato e rigoroso  che riporta al gusto degli artisti toscani. E’ un’opera di grande purezza rinascimentale per le linee architettoniche, per i sarcofagi marmorei finemente scolpiti. Bellissimi i due inginocchiatoi intarsiati, realizzati da Maestro Zocchino (1493), che richiamano lo studiolo del Duca di Urbino. La Pala d’altare su tavola, una delle opere più riuscite di Giovanni Santi, padre di Raffaello, rappresenta la Madonna col Bambino e i Santi Giorgio, Francesco, Antonio Abate e Girolamo (1489). Sono ivi conservati anche un affresco con Sant’Antonio Abate, attribuito a Evangelista da Piandimeleto, e un antico organo, un coro in noce seicentesco e altri dipinti minori. Il piano terra del Convento racchiude il Chiostro ed è strutturato in varie sale con volte a tutto sesto o a crociera. Presso il Convento è collocata anche una raccolta di vari dipinti e antichi testi graduali e antifonari a stampa.


COSA VEDERE: MUSEO ASSETTO

Il Museo, ospitato in un palazzo del centro storico, è dedicato a Franco Assetto (1911-1993), l’artista torinese che con grande generosità donò al Comune gran parte delle sue creazioni. La lettura delle opere consente di seguire l’evoluzione personale dell’artista: oltre a risentire dell’influenza culturale di movimenti artistici come il Surrealismo, la Etnoarte, e l’Informale materico è precursore della pop art ed ispiratore del movimento artistico “Baroque Ensembliste”. Assetto è uno degli artisti italiani più sensibili al mutare del costume dell’uomo, e questa trasformazione è la sua storia artistica, Realizzò opere del tutto personali rappresentate dalle “Sculture d’acqua” in cui la forma, il colore, il movimento e il suono si fondono in composizioni armoniche per padronanza tecnica ed ispirazione creativa. Nuove sperimentazioni lo condurranno alla produzione dei raffinati “Disegni” realizzati con carta ritagliata, alle “Sculture Murali” in mogano e materia plastica colorata e a quelle denominate “Nuove Prospettive”, precorrendo nuovamente i tempi del superrealismo ma sempre con notazioni personali che lo condurranno a trasformare il foto realismo nel foto surrealismo.

Tra le opere più interessanti si segnalano “Il Divin Bambino” del 1952, “La settimana” del 1963, la “Scultura d’acqua” del 1971, “Via Sierra Bonita” del 1977, “Merletti” del 1978. Nel 1984 si dedico alla creazione di gioielli, ceramiche e di sculture che chiamò “The Big Candy” che non sono altro che ingrandimenti di piccolissimi dolciumi. Irrefrenabile nella sua passione creativa, realizzò monumenti per città e paesi che sono molto più di un semplice arredo urbano; le fontane che ornano le piazze o giardini sono vere e proprie sculture d’acqua, vibratili partecipazioni di un artista che tende a realizzare uno spazio prospettico e paesaggistico nuovo. Di grande importanza e meritevoli di vista sono le tre fontane realizzate dall’artista Per la comunità di Frontino e di Piandimeleto, situate nel parte sud-ovest del borghetto paesano, sulla via d’accesso al convento di Montefiorentino e nel paesino di San Sisto.

COSA VEDERE: FONTANA DI FRANCO ASSETTO


Un tocco di contemporaneità è dato dalla Fontana, scultura d’acqua di Franco Assetto, dedicata al Maestro elementare e a Caterina Remies Forlani, simbolica figura d’insegnante del luogo. Assetto costruisce tutto a spese sue, sostenuto dalla moglie americana, essa pure affascinata da quella realtà geografica (così diversa da Beverly Hills dove vive vari mesi all’anno) e dall’affetto dei frontinesi. Da quel momento Assetto viene puntualmente a Frontino a trascorrervi il mese di ferie, di riposo, di meditazione. A ritemprarsi. Assetto è compartecipe di idee per il recupero del Torrione medievale. Un buon contro altare alla sua Fontana, che ingentilisce alla maniera rinascimentale lo sperone di roccia delle mura castellane.

COSA VEDERE: MONASTERO DI SAN GIROLAMO

Fu eretto nel 1500 da Don Ghisello, appartenente all’illustre famiglia dei Vandini, per concessione del Vescovo di Montefeltro Luca Melini, e anche con il successivo sostegno dei Duchi di Urbino. Luogo suggestivo, circondato da querce secolari, il Monastero è stato recentemente restaurato dal Comune, che ne è proprietario. Oggi appare come un’oasi tranquilla, uno scrigno riservato per i turisti, che vogliono soggiornare e trovare una ristorazione di qualità. E’ costituito da Chiesa, Convento e altra dipendenza di servizio. La Chiesa ad un’unica navata contiene cantoria e organo. La Pala dell’altare maggiore su tela, dipinta da Bernardino da Longiano (1560), raffigura la Madonna con Angeli, Bambino e Santi Girolamo e Giovanni Battista. Affreschi nelle pareti rappresentano Santa Maria Maddalena. Santa Lucia, un Trittico con Madonna, Bambino e Santi Antonio Abate e Stefano, Crocefisso e Santi, una tela con Madonna, Bambino e Santi contornata da piccoli riquadri, che descrivono scene di vita evangelica. Nel Refettorio un popolare, ma suggestivo affresco con l’Ultima Cena orna la parete di fondo. Nel piano superiore del Monastero sono conservate le antiche celle dei monaci. Oggi San Girolamo è destinato al turismo e la struttura nel suo insieme soddisfa le richieste più esigenti di una clientela in cerca di luoghi particolarmente pregevoli sotto l’aspetto ambientale e culturale.

GLI EVENTI: IL FESTIVAL DEGLI SPAVENTAPASSERI

Ogni anno, nei mesi di luglio ed agosto, si svolge  a Frontino il Festival Internazionale degli Spaventapasseri, un evento popolare che dal 2014 riscuote la simpatia degli adulti e ancora più quella dei bambini, che trovano lungo le stradine del piccolo borgo antico sagome abbigliate nei più strani e divertenti stili. Una sorta di arte di strada che lega passato e presente con questi fantocci un tempo fondamentali lungo i campi coltivati, e oggi “comparse“ che animano un contesto urbano.


GLI EVENTI: LA FESTA DEL TARTUFO

La Festa del Tartufo è la manifestazione enogastronomica che celebra il tesoro dell’Appennino. Da più di vent’anni, Frontino si veste a festa per celebrare il tartufo nero pregiato delle colline dell’Appennino. Il Trionfo del Tartufo Nero è una manifestazione unica nel suo genere, che richiama ogni anno migliaia di appassionati della buona tavola e della cultura locale. Durante il Trionfo del Tartufo Nero, il paese si anima con bancarelle colorate, profumi invitanti e spettacoli musicali e folkloristici. La manifestazione si svolge solitamente la prima domenica di agosto. In tutto il centro storico di Frontino, saranno allestiti stand gastronomici dove poter gustare l’oro nero delle tavole. Non mancheranno poi le bancarelle di vendita del tartufo fresco, selezionato tra i migliori produttori locali. Oltre al tartufo, sarà possibile acquistare altri prodotti tipici locali.

 

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